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Mia moglie, la sua puttana vergine


di Sissy_bella
03.08.2025    |    8.295    |    9 9.7
"Mi stavo masturbando come un ossesso e, più il vicino la fotteva, più io lo incitavo in silenzio a dargliene sempre di più di quel cazzo meraviglioso..."
Il giorno dopo il suo primo incontro con Mimmo, mia moglie era già in astinenza dal suo cazzo. Tanto per cominciare, la sera mi aveva fatto dormire nella stanzetta di servizio perché lui le aveva ordinato di non farsi toccare più da nessuno. Sentimenti contrastanti si agitavano dentro di me: da un lato mi sentivo umiliato e di colpo escluso dalla nostra vita matrimoniale quotidiana; d'altro canto, però, passai la notte insonne, eccitato per quanto era accaduto e per quello che doveva ancora succedere. Il cervello mi diceva una cosa, che cioè c'era qualcosa di sbagliato in quella storia, il mio cazzetto invece, elettrizzato per il piacere provato, me ne raccontava un'altra.
Alessia poi sembrava impazzita. Guardava di continuo l'orologio, faceva avanti e indietro tra il bagno e la stanza matrimoniale. Provava i vestiti e subito dopo se li toglieva e li ricacciava nell'armadio, infastidita. Faceva la doccia di continuo, si depilò almeno tre volte. Ogni tanto mi domandava l'ora dal bagno e io rispondevo immediatamente ma poi le dicevo di calmarsi, che era ancora presto. Mimmo del resto non si sarebbe fatto vivo prima delle 17, finito il lavoro. Ma Alessia non si dava pace.
Cercai di consolarla, ma lei era infastidita anche della mia sola presenza. A un certo punto si è ricordata che doveva fare una telefonata. L'ho sentita litigare con qualcuno, diceva che lui non doveva più toccarla e nemmeno avvicinarsi a lei. Allora ho capito che doveva essere il suo collega che se l'era scopata a mia insaputa. Alla fine gli ha detto:
“Se ti azzardi a farlo, mio marito viene e ti spezza le gambe! Hai capito?” e ha riattaccato.
Quindi era così che stavano le cose adesso: Mimmo era diventato il marito che l'avrebbe difesa da chi la avesse importunata. Roba da non crederci: nel giro di poche ore avevo perso ogni diritto su mia moglie e, di conseguenza, tutti i momenti, anche se miseri, d'intimità con lei. La fissavo stranito. Lei se ne è accorta e mi ha urlato: “Che hai da guardare? Fila in bagno che tra un po’ arriva Mimmo. Ci dai fastidio se sei in giro!”
Ho ubbidito e mi sono chiuso in bagno. Ero talmente eccitato però che mi sono segato appoggiato alla lavatrice. Sono venuto quasi subito, segno che la situazione stava sconvolgendo anche me. Alla fine, quando si approssimava l'ora in cui sarebbe venuto Mimmo, Alessia venne a cercarmi. Sembrava essersi un po’ calmata. Indossava una sottoveste nera, era scalza e aveva i capelli che le ricadevano sciolti sulle spalle.
“Che dici se lo accolgo così?” mi ha chiesto. Mi sono avvicinato e le ho sistemato le spalline e una ciocca di capelli.
“Sei perfetta così. Vedrai che gli piacerai”.
“Dici? Forse dovrei mettere le calze”.
Ho pensato che lui gliele avrebbe strappate via così le ho detto: “No, le tue gambe sono bellissime senza”.
Ci ha pensato su poi ha detto “va bene” e se n'è andata chiudendo la porta del bagno.
Sono tornato a sedermi sul water aspettando l'arrivo di Mimmo. Ogni tanto prendevo dal cesto della biancheria le mutandine sporche di Alessia, me le avvolgevo intorno al cazzo e le usavo per masturbarmi. Ho pensato che, da quel momento in poi, sarebbe stata quella la mia unica soddisfazione: farmi seghe veloci con la biancheria intima di mia moglie.
Un po’ dopo le 17 hanno suonato alla porta e ho sentito Alessia precipitarsi ad aprire: ho guardato dalla fessura della porta che avevo lasciato socchiusa e ho visto mia moglie letteralmente abbarbicata al suo uomo. Se lo baciava dappertutto, gli ha messo la lingua in bocca, ha succhiato la sua. Tremava tutta come se avesse la febbre. Ho sentito dirgli:
“Sei uno stronzo, hai fatto tardi! Non posso resistere senza il tuo cazzo, lo sai. Ho passato una giornata d'inferno aspettandoti!”
Lo ha colpito con i pugni in testa, era in preda a una crisi d'astinenza.
“Te lo avevo detto ieri che sarebbe stato così. Adesso vieni che ti do la tua dose giornaliera”.
“Sì presto, scopami subito, ora!”
Sono spariti nella camera da letto e non si sono nemmeno accorti che la porta di casa era rimasta aperta. In silenzio sono andato a richiuderla e mi è sembrato che, sul pianerottolo, ci fosse qualcuno che è subito rientrato. Magari aveva assistito alla scena? Provai vergogna.
Intanto, di là si sentivano rumori come di lotta. I due amanti si stavano evidentemente azzuffando per spogliarsi il più in fretta possibile.
Piano piano mi sono avvicinato per spiarli. Alessia gli stava strappando letteralmente via i vestiti di dosso, indemoniata, così potei ammirare il corpo del nostro vicino: aveva le spalle ampie, braccia muscolose e piene di peli e, quando mia moglie è riuscita a toglierli i pantaloni, delle natiche così belle e tonde che sembravano disegnate. Non potevo vedergli il cazzo perché lui era di spalle, ma lo avevo già visto ieri e me lo immaginavo teso e nodoso come un randello.
“Sìììì!” strillò Alessia nel vederlo. “Oh mio Dio, presto, dammelo!”
Mimmo le ha strappato di botto la sottoveste e l’ha lasciata completamente nuda.
“Che bella ficona che hai. Ti sei masturbata oggi mentre mi aspettavi?”
“Sì, mille volte l’ho fatto, ero sempre fradicia…”
“Fa' sentire” ha detto lui infilandole due dita nella fica. Alessia è crollata immediatamente sul letto e ha allargato le cosce.
“Mmmm… è vero: sei un lago” ha detto lui soddisfatto. “Ma è stretta, troppo stretta!”
“Allargamela tu col tuo cazzo, presto!”
“Va bene, puttana! Adesso ti scopo come non ti ha mai scopato nessuno. Ma ti farò così male che griderai come un animale perché io ti sverginerò di nuovo”.
“Sì fallo, presto! Toglimi la verginità! Eccomi!!”
Con un ghigno Mimmo è andato a spalancare le due finestre della stanza.
“Voglio che i vicini sentano come gode la mia donna” ha detto.
“Sì! Urlerò in faccia a tutti i miei orgasmi!”
Le si è letteralmente lanciato sopra e il nostro letto ha tremato. Le strapazzava i seni, le mordeva i capezzoli già turgidi e duri come chiodi, la toccava dappertutto.
“Sì” strillava Alessia in preda a una parossistica voglia, “mordimi, azzannami, marchiami a fuoco!”
Mimmo era un cannibale del sesso, si stava davvero mangiando mia moglie con una fame sessuale che solo gli animali o gli uomini primitivi devono aver provato.
“Scopami!” strillava lei, “Spaccami la fregna! Prendila, è tutta tua…”
“Eccolo! Adesso te lo ficco dentro! Il tuo cazzo, la tua dose, il tuo inferno in terra!”
E, quando alla fine, Mimmo ha affondato il primo colpo nel corpo di mia moglie, Alessia ha lanciato un urlo che credo si sia sentito in tutto il vicinato.
“Sìììììì! Oh Dio! Mi stai sverginando!”
“Sei la mia puttana vergine” le diceva lui spingendolo dentro di lei senza pietà. “La mia puttana vergine!”
Assistevo in ginocchio, tremante, a quella sorta di stupro voluto e atteso da ore da mia moglie e non potevo fare a meno di goderne anch’io. Mi stavo masturbando come un ossesso e, più il vicino la fotteva, più io lo incitavo in silenzio a dargliene sempre di più di quel cazzo meraviglioso. L’ha scopata per più di mezz’ora, cambiando posizione, facendola girare, stando in piedi sul letto e manovrandola a suo piacimento. Non la finiva più di fotterla ma lei lo supplicava di non smettere.
“Non toglierlo, ti prego” diceva. “Lo voglio ancora e ancora e ancora. Dammi la tua droga…”
Quando Mimmo probabilmente si accorse che stava per venire, le ha chiesto:
“Hai preso la pillola?”
“Pillola?” ha singhiozzato lei tra un orgasmo e l’altro. “Quale pillola? Vienimi in fica, riempimi la pancia”.
“Oh sì, troia! Era quello che volevo sentirti dire. Vengo! Vengo! Te la ingravido quella pancia!”
E in quel momento entrambi hanno gridato, uno per il piacere di svuotare i coglioni nella fica di mia moglie, l’altra per un uguale piacere di ricevere la sua sborra. Una specie di osmosi tra un maschio e una femmina appagati e felici.
“Sì! Sì! Sì!” hanno urlato all’unisono al culmine del loro piacere, crollando poi esausti e abbracciati sul letto. Il silenzio che è seguito, rotto solo dai loro singhiozzi e sospiri, mi ha fatto finalmente capire che cosa può significare possedere davvero una donna anima e corpo, cosa che io nemmeno lontanamente avrei mai provato.
“Fa male” diceva lei. “Ma è così fantastico… Mi sento ancora piena del tuo cazzo”.
“Il dolore passa, quello che hai provato oggi resta per sempre”.
“Oh sì! Voglio farlo di nuovo, voglio sentirlo ancora dentro, ti prego…”
“Adesso devo andare. Domani è sabato, non lavoro. Dirò a mia moglie che devo fare un lavoretto per un amico, a volte capita, così potrò stare con te quasi tutto il giorno”.
“Mio Dio, è meraviglioso!” lo ha baciato a lungo intanto che gli accarezzava le natiche e la schiena. “Mi scoperai tutto il giorno?”
“Sì. Ti faccio provare delle cose che non dimenticherai. Però, per far credere a mia moglie che ho lavorato davvero, devo portarle dei soldi”.
“Va bene! Quanto serve?”
“300 euro. Di solito è quanto prendo per i lavoretti in proprio”.
“Non c’è problema. Te li do io. Ti do tutto quello che vuoi” e dicendo questo si baciava il suo uomo e lo stringeva a sé.
“Non voglio i tuoi soldi” ha detto Mimmo. “Me li deve dare quel cornuto di tuo marito. Voglio che sia lui a pagare. Me li deve dare in mano e ringraziarmi per avergli scopato la moglie. Glielo dirai?”
“Sì, glielo dirò. Dovrò fargli una pippetta per ammansirlo un po’”.
“Va bene, ma che sia l’ultima. D’ora in poi il cornuto dovrà servirci senza pretendere. Ho in mente un paio di cosette per lui”.
Alessia ha sorriso.
“Lo vuoi umiliare?”
“Se lo merita. Aveva una donna come te e l’ha persa per sempre. Perché tu adesso sei mia!”
“Sì, oh sì. Sono la tua puttana vergine. Per sempre!”
Mimmo si è sciolto dall’abbraccio e si è messo in ginocchio sul letto. Il cazzo era di nuovo in tiro.
“Prendilo in bocca, puttana. Ho ancora voglia”.
Alessia si è subito fiondata, senza protestare, e gliel’ha ciucciato con amore.
“Così, brava la mia puttana. E domani scopiamo tutto il giorno e il cornuto lo chiudiamo in bagno. Non deve nemmeno sentire quanto ti farò godere”.
Alessia annuiva e pompava, pompava e annuiva, diventata ormai la sua schiava. Io, stremato e spaventato da quello che avevo sentito dire dai due amanti, andai nella stanzetta e mi stesi sul letto. L’indomani avrei dovuto umiliarmi davanti a Mimmo. Pagarlo e ringraziarlo per aver scopato mia moglie. Aveva detto così, e Alessia era d’accordo. Umiliato e cornuto.
Umiliato dal bull. Fatto cornuto da lui.
Quasi automaticamente allora la mia mano è scivolata sul cazzettino e ho cominciato a menarmelo.
È stata la sega più bella che mi sia mai fatto…
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